Thứ Hai, 27 tháng 7, 2015

I mandala di Jay Mohler



Ecco le opere colorate e ipnotiche di  Jay Mohler, si  tratta di una sorta di di “mandala” di lana chiamati anche occhio di Dio (Ojo de Dios), un'arte che  deriva dalla tradizione degli Huicholes ma viene costruito anche da altre nazioni indianae Navajo, Lakota e dalle popolazioni della Bolivia, del Cile e di altri luoghi. La tradizione vuole che, quando nasce un bambino, il padre inizi la costruzione di un “Occhio” e aggiunga un giro di un altro colore ad ogni anno di età del bambino, fino all’età di cinque anni. Si possono costruire mettendoci un intento o una preghiera e, dopo averlo finito, si appendono a un albero, o si mettono nella terra, fino a quando l’intento si avvera. Poi possono venire bruciati o lasciati dove li avevamo messi.

I Nativi dicono che l’Occhio di Dio serve a conoscere l’inconoscibile e quelli realizzati da Jay Mohler con 15 colori di filato in dimensioni extralarge ci sembra proprio che possano riuscirci! Gli occhi di Dio creati dall'artista, sono elaborati e spettacolari, ma lui stesso spiega: "Io creo questi per soddisfazione artistica piuttosto che come ogni sorta di talismano spirituale". Non solo Mohler vende i suoi pezzi, ma crea anche kit fai da te per coloro che vogliono provare a cimentarsi nella sua colorate e ascetica arte!







Thứ Ba, 23 tháng 6, 2015

Una Londra inedita attraverso l'obiettivo di Vincent Laforet



Questo è il meraviglioso lavoro del fotografo Vincent Laforet, una visione colorata e luminosa di Londra, risultato di due ore passate in elicottero a 6.000 piedi sopra la città. Nel suo progetto fotografico intitolato Air, l'artista è riuscito a catturare punti di vista che profumano di futuro e rendono la grandezza della città che si apre con mille tentacoli verso la periferia. L'approccio del fotografo di elaborazione delle immagini e l'ambizione a creare paesaggi urbani elettrificati assomglia a qualosa saltato fuori da un film di fantascienza in stile Blade Runner. Ma forse l'aspetto più significativo degli scatti è l'attenzione al colore e alla luce. Laforet afferma:
"Il Big Ben è un meraviglioso esempio dei diversi tipi di luci con le loro temperature di colore: il giallo (vapori di sodio) e il verde (fluorescente) mescolato con magenta (fluorescente) e bianco equilibrato dalle luci a LED. Trovo che questo sia uno degli aspetti più affascinanti di questo progetto Se avessimo composto questi scatti solo pochi anni fa, avremo visto un'illuminazione monocromatica (per lo più di colore giallo) in tutta la città ... Non sarebbe lo stesso e sicuramente non potrebbe essere così accattivante!" 



Together, le opere di Jaume Plensa per la Biennale di Venezia


La meravigliosa installazione realizzata in occasione della Biennale di Venezia, dall’artista spagnolo Jaume Plensa, il titolo è “Together” e si trova negli spazi della Basilica di San Giorgio Maggiore progettata dall’architetto Palladio. In particolare, si tratta di due sculture che sembrano dialogare tra loro, una rappresenta una mano di acciaio, appesa al soffitto, composta dai caratteri di otto diverse lingue, e invece raffigura una testa di metallo, posizionata  all'entrata dell'edificio, che accoglie i visitatori. Le opere accolgono e regalano quell'atmosfera artistica che anima Venezia e la rende un luogo magico e unico, perfetto scenario per espressioni artistiche diverse ed eccellenze internazionali. L’artista catalano Jaume Plensa è uno degli esponenti di punta della scultura europea. Vive e lavora tra Parigi e Barcellona e crea delle opere di grandi dimensioni esponendole in tutto il mondo. 


Secondo il curatore della mostra Clare Lilley: “Le opere di Plensa nel San Giorgio Maggiore dimostrano la sua completa padronanza dello spazio e della scala. Le sue sculture non scacciano questi spazi storici; al contrario, catturano e riflettono la luce e le ombre, comunicando in un linguaggio metaforico. “
La Mostra sarà visibile fino al 22 novembre 2015.

Ciclotramas, le installazioni organiche




Il duo di artisti brasiliani Janaina Mello e Daniel Landini hanno creato questa spettacolare installazione con un albero e con delle corde fissate alle pareti. L'opera si intitola Ciclotramas ed assomiglia ad una rete di neuroni che sembrano diramarsi in aria per poi aderire alle pareti. Gli artisti sono interessati a creare metafore con strutture organiche composte da elementi interconnessi e indipendenti. Senza dubbio riescono ad incuriosire e ad attirare l'attenzione. Voi che ne dite?







Thứ Sáu, 29 tháng 5, 2015

Empire State, il progetto fotografico di Jomayra Texeira



Empire State è il titolo di uno degli ultimi progetti fotografici di Jomayra Texeira. n questa serie la fotografa portoricana ci offre un viaggio appassionato e appassionante per le strade della città in cui vive e lavora ovvero la magica e affascinante New York. Attraverso l'obiettivo dell'artista riusciamo a scoprire nuove suggestioni e architetture, grazie all'uso sapiente della luce ’che evidenzia i dettagli e ci mostra le suggestioni delle strade della Grande Mela. 

















Thứ Tư, 27 tháng 5, 2015

Le moschee ipnotiche


Mohammad Domiri è un giovane fotografo di architettura di grande talento che proviene dal nord dell'Iran ed  ama immortalare la ricchezza e la sontuosità delle architetture del suo paese. L'architettura Medio Orientale è spesso riconosciuta per i suoi archi eleganti le curve sontuose e colonne a spirale, che sono assoluti protagonisti nelle foto di Domiri. 



Molti dei siti storici da lui fotografati sono decorati con vetrate colorate, forme geometriche e mosaici che vengono enfatizzati dall'uso di obiettivi grandangolari che riescono a riportare ogni dettaglio e ad ipnotizzare quasi lo spettatore. Un tripudio di mosaici, colori favolosi e fantasie con cui Mohammad Domiri, ci rivela un caledoscopio di emozioni e bellezze.



Molte di queste moschee hanno pesanti restrizioni sulla fotografia, infatti all'interno degli edifici religiosi viene solitamente proibito l'uso di apparecchi digitali di ripresa, quindi scatti come quelli creati da  Domiri oltre ad essere molto belli sono anche molto rari ed ambiti.



La casa che riflette il paesaggio


Oggi vi presentiamo la casa invisibile, definita così per la sua caratteristica estetica principale, si tratta di una casa prefabbricata, rivestita esternamente di panelli di alluminio specchiati che permettono sia di riflettere la bellezza della natura circostante e al contempo, di mimetizzarsi  con l’ambiente senza rovinarlo, con colate di cemento e brutture varie. Il progetto  estremamente accattivante è di Delugan Meissl Associated Architects, che ha realizzato due prototipi in Slovenia. Le strutture, di 45 metri quadrati ciascuna, sono molto minimal e funzionali all’interno e rispondono all’esigenza sempre crescente di realizzare delle abitazioni green ed eco-sostenibili.